Quindici minuti. Tanto dura un colloquio standard a Job Hub Festival. Sembra poco — e in effetti lo è — ma se sai cosa fare può essere sufficiente per piantare un seme che germoglia: una richiesta di approfondimento, un colloquio successivo, un’offerta. Abbiamo parlato con i recruiter di sei aziende partner per capire cosa fa la differenza tra un candidato che ricordano e uno che dimenticano in dieci minuti.
La buona notizia è che la preparazione necessaria non è gigantesca. Le sette cose che ti racconto qui sotto si fanno in un’oretta totale, e ti cambiano completamente l’esperienza in piazza.
1. Studia l’azienda prima di prenotare
Sembra ovvio ma è il punto in cui più persone scivolano. Prima di prenotare un colloquio, apri la scheda azienda sul nostro sito, leggi le posizioni aperte, vai sul loro sito web e scorri almeno la pagina “Chi siamo” e le offerte di lavoro recenti. Bastano dieci minuti. Il recruiter capirà nel primo minuto se hai fatto i compiti o se sei lì per caso.
Cosa cercare nello specifico: il settore di riferimento, i prodotti o servizi principali, eventuali notizie recenti (espansione, premi, novità), e — se possibile — il nome del responsabile HR che potresti incontrare.
2. Porta una versione corta della tua storia
Il classico “raccontami di te” arriva quasi sempre. Non avere una risposta pronta è un errore tattico: i 90 secondi di esitazione che seguono mangiano un decimo del tempo a disposizione. Prepara un elevator pitch di 60-90 secondi che copre tre cose: chi sei oggi professionalmente, da dove vieni, dove vuoi andare.
Provalo davanti allo specchio o a un amico. La prima volta ti sembrerà imbarazzante. La quinta volta diventa naturale, e in quel momento sei pronto.
3. Tre domande tue, scritte sul telefono
Negli ultimi 2-3 minuti del colloquio il recruiter quasi sempre chiede: “hai domande?”. È il momento in cui molti candidati si bloccano e dicono “no, è tutto chiaro”, buttando via un’opportunità d’oro per dimostrare interesse autentico.
Tieniti pronte tre domande:
- Una sul lavoro: “Come si presenta una giornata tipo di chi fa questo ruolo?”
- Una sulla cultura: “Qual è la cosa che ti piace di più di lavorare qui?”
- Una sul processo: “Quali sono i prossimi passi se andiamo avanti?”
Memorizzale o tienile sul telefono in una nota. Estrarre il telefono per “controllare le domande” non è poco professionale: comunica preparazione.
Una stretta di mano sicura, occhi negli occhi. Sembra cliché ma fa davvero differenza nel primo minuto.
4. Dress code: comodo ma curato
Job Hub Festival si tiene in luoghi diversi — palazzi storici, centri congressi, ville comunali — e quasi sempre c’è da camminare un po’ tra gli stand. Vestiti come ti vestiresti per un giorno di lavoro nel settore che ti interessa, con un accento di cura in più.
Per i settori più formali (banche, sanità, PA): camicia o blusa, pantalone o gonna pulita, scarpe chiuse. Per settori più creativi (ICT, design, comunicazione): un look smart-casual con una camicia o un maglione di buona fattura. Evita: jeans strappati, t-shirt con scritte, scarpe da ginnastica troppo sportive.
5. Cosa portare con te
Il CV cartaceo non serve: l’azienda riceve già il tuo profilo digitale dalla nostra piattaforma in anticipo. Ma una piccola dotazione comoda fa la differenza:
- Una bottiglietta d’acqua (otto ore di colloqui asciugano)
- Un blocchetto e una penna per appuntare nomi, posizioni, prossimi step
- Il telefono carico e con il QR code del check-in salvato in screenshot (Wi-Fi pubblico può andare giù)
- Snack discreto tipo barretta o frutta secca, da consumare tra un colloquio e l’altro
Il tuo QR code lo trovi in My Job Hub
Una volta loggato, lo trovi nella sezione dedicata al check-in. Fagli uno screenshot e tienilo a portata di mano: ti servirà sia per l’ingresso che per ogni stand. Vai alla tua area personale →
6. Linguaggio del corpo (senza esagerare)
I dettagli che contano sono quattro: stretta di mano decisa, sguardo diretto durante le risposte, postura aperta (niente braccia incrociate), sorriso quando arrivi e quando saluti. Niente di teatrale. È più importante essere sé stessi che sembrare “sicuri”: i recruiter esperti vedono la finzione a un chilometro di distanza.
Un consiglio specifico: se ti agiti, le mani sono spesso il punto critico. Tienile appoggiate sul tavolo o intrecciate in grembo, ma non chiuse a pugno e non sotto la sedia. Sembrano dettagli, ma comunicano un volume di informazioni.
7. Cosa fare nelle 48 ore successive
Il colloquio non finisce quando ti alzi dalla sedia. Entro 48 ore, manda un’email breve al recruiter (se hai il contatto) o al referente generale dell’azienda (se non hai l’email diretta). Quattro righe bastano:
Personalizzala con il dettaglio specifico: dimostra che eri davvero presente e attento. Quasi nessuno la manda, e proprio per questo funziona.
L’ultima cosa che vorrei dirti
Non andare a Job Hub Festival per “vedere come va”. Vai per fare succedere qualcosa. La differenza tra le due cose è grande: nella prima posizione subisci la giornata, nella seconda la guidi. E in 15 minuti, chi guida lascia un’impressione molto diversa da chi naviga a vista.
Ci vediamo in piazza. ✋